la pasta dell'attesa

lunedì 30 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 45 commenti


Nella famiglia Tzatziki questi sono giorni di trepidante attesa.
Siam tutti qui che aspettiamo, io aspetto di diventare zia, ma c'è chi che aspetta di diventare mamma, qualcuno papà, chi addirittura nonno o nonna.
Per ingannare l'attesa mangiamo.
Per la cronaca, la modella un po' optical sopra e sotto raffigurata non ha mangiato troppo e non ha neanche ingoiato un cocomero, è solo in trepidante attesa.

PASTA CON PATATE CARCIOFI E CALAMARI

per 4 persone
250 g di calle dei Campi, in mancanza mezzi paccheri o calamarata ( le calle come la calamarata, sono un formato di pasta che rende molto)
1 patata di medie dimensioni
3 carciofi piccoli
1 cipollotto
olio
sale
1 calamaro

In un largo tegame con dell'olio fare appassire il cipollotto tagliato sottile (aggiungere eventualmente dell'acqua per evitare che colorisca troppo), aggiungere le patate tagliate a dadini e far cuocere qualche minuto, poi i carciofi ben puliti dalle foglie esterne e dalla barbetta interna e tagliati a listarelle e portare a cottura e salare. Nel caso ce ne fosse bisogno bagnare con un po' d'acqua calda, preferibilmente quella di cottura della pasta.
Nel frattempo mettere a lessare la pasta in abbondante acqua salata, lavare e pulire i calamari e tagliarli a pezzetti.
Aggiungere i calamari alla padella con carciofi e patate, la pasta scolata ben al dente e far saltare in padella con l'aiuto di un po' di acqua di cottura

benvenuti in paradiso

giovedì 26 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 40 commenti

Chiudete gli occhi per un attimo, immaginate di poter esprimere un desiderio e di poter concedervi mezza giornata in un Paradiso Terrestre. Non avete limiti, potete scegliere qualunque luogo della terra e potete decidere di spendere la vostra mezza giornata in qualunque attività voi preferiate.
Chessò snorkelling in Papua Nuova Guinea, rafting nelle cascate Vittoria, bungee jumping sull'Himalaya, dolce far nulla in Polinesia, shopping folle sulla Fifth Avenue, insomma non abbiate paura di osare.
Mentre fantasticate e lasciate andare la mente chissàdove, vi racconto come e dove ho trascorso io la mia mezza giornata paradisiaca.
Ho fatto un corso di cucina ed ho pranzato al Relais Blu di Massa Lubrense.
Forse solo chi è già stato al Relais Blu e chi ha già assaggiato la cucina di Christoph Bob può davvero capire il perchè della mia scelta.


Prendete uno chef di prim'ordine, schietto, equilibrato, concreto, con una mano ed una sensiblilità molto mediterranee ed un rigore e un metodo molto mitteleuropei, come i suoi natali, e mettetelo a dirigere una cucina praticamente sospesa su Capri, con una terrazza di una bellezza abbagliante che quando ci approdate non potete far altro che pensare di essere arrivati per l'appunto in Paradiso.
Un connubio per cui il Relais blu rientra in quella categoria di luoghi di cui non si è mai stanchi, in cui si torna sempre molto volentieri, quelli che quando siete ancora lì già non vedete l'ora di ritornarci.


Io e Giovanna, immancabile socia di queste scorribande, ci siamo piazzate belle belle in una cucina allestita su un terrazzo affacciato su Capri,


e sotto la guida attenta e garbata di Christoph, abbiamo sfilettato, disossato, sminuzzato, triturato, fritto, sbollentato, cotto un agnello a puntino, come mai avremmo pensato di poter fare, e ci siamo anche divertite molto.

Abbiamo preparato:
triglia in crosta di pane


spaghetti con ortiche e taratufi


costolette di agnello su caponata siciliana


Quello che abbiamo preparato lo abbiamo anche mangiato, riverite e coccolate.


Ora, statemi a sentire e fidatevi di me, lasciate perdere rafting, bungee jumping, shopping, sono pericolosi o dispendiosi, ed è inutile che voliate all'altro capo del mondo, se vi volete concedere un regalo fate un corso di cucina con Christoph Bob al Relais Blu a Massa Lubrense o se preferite andate semplicemente a mangiarci, poi mi direte.
Qui trovate tutti i corsi di cucina
Qui ne aveva parlato Giovanna

Relais Blu
Via Roncato 60 Massa Lubrense (Napoli)
Tel +39 081 878 9552


tempus fugit

lunedì 23 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 33 commenti

Non ho intenzione di cominciare un pippone sull'inesorabilità e sull'ineluttabilità del tempo che passa.
Tanto meno mi lamenterò delle mie rughe, degli anni che non tornano ma volano, dei capelli grigi, dei dolori di schiena, degli acciacchi e dei reumatismi.
Non voglio neanche fare una dissertazione filosofica sul concetto di tempo partendo dai paradossi di Zenone, passando per Newton e Leibniz, fino ad approdare alla teoria della relatività di Einstein. Non ne sarei in grado, vanto il primato di essere stata rimandata in filosofia ogni anno del liceo.
Voglio solo dire che ho approfittato di piselli, carciofi e fave fresche, che tra un po' non avremo più, per fare questa pasta.



PASTA MISTA CON PISELLI, FAVE E CARCIOFI

per 4 persone
200 g di piselli freschi già sgusciati
100 g di fave fresche già sbucciate e private del picciolo (le più tenere che trovate)
2 carciofi di medie dimensioni o 1 grande
3 cipollotti freschi
50 g di pancetta o di gambetto di prosciutto crudo
olio extra vergine d'oliva
sale
parmigiano reggiano
300 g di pasta mista

In 3 tegami separati fate appassire i 3 cipollotti (1 per tegame) affettati sottili.
Nel frattempo pulire i carciofi delle foglie esterne e della barbetta interna e tagliarli e pezzetti.
Quando i cipollotti saranno ben appassiti, in uno dei tegami aggiungete la pancetta a pezzetti piccoli e fatela colorare, a questo punto versare nel tegame con la pancetta i piselli, in un altro le fave e nell'ultimo i carciofi.
Cuocere al dente aggiungendo un po' di acqua calda o di brodo vegetale leggero, vedrete che ciascun ortaggio/legume necessiterà di un diverso tempo di cottura.
A questo punto prendete un tegame abbastanza capiente da contenere tutti gli ingredienti, versare piselli, carciofi e fave e i loro liquidi di cottura, salare e portare ad ebollizione, calare la pasta e portare a cottura aggiungendo, quando è necessario, dell'acqua calda salata, mescolando di tanto in tanto, come fareste per un risotto.
Aggiungere una bella grattugiata di parmigiano, lasciare riposare qualche minuto e servire.
La pasta deve avere una consistenza "cremosa" non brodosa

picnic a milano

giovedì 19 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 49 commenti


Ci sono mille e più ragioni per cui una persona può desiderare di trasferirsi a Milano:

  1. amore spasmodico per l'happy hour sui Navigli;
  2. esser colti da sindrome di Stendhal dinnanzi al "Compianto sul Cristo morto" del Mantegna e non poter più starne lontano;
  3. aspirazione a cavalcare le passerelle nella capitale dell'alta moda;
  4. avere in progetto il remake di "Miracolo a Milano";
  5. voler promuovere la propria ultima creazione in fatto di design al Salone del Mobile;
  6. essere stati selezionati per entrare alla Scuola di Teatro di Strehler;
  7. non volersi perdere neanche una performance di Roberto Bolle alla Scala;
  8. esser stato nominato amministratore delegato della Pirelli;
  9. lavorare ad un progetto di studio sui danni provocati dagli escrementi dei piccioni alla Bela Madunina in cima al Duomo;
  10. avere un contratto da 12 milioni di euro l'anno con una delle 2 squadre di calcio della città;
......

e poi c'è anche chi lo fa perchè ha necessità di fare picnic al Sempione per sfoggiare i suoi portatorte.
Si, ammetto di adorare i picnic, e qui in Primavera se ne fanno tanti.
E quindi accanto all'immancabile frittata di maccheroni qualche cake salato.



CAKE DI MELANZANE “à la grecque” di Patrizia

1 melanzana
1 vasetto di yogurt da 125 g
1 cucchiaio di foglie di menta tagliuzzate (basilico per me che non amo la menta)
180 g di farina
3 uova
80g di parmigiano reggiano
1 spicchio d’aglio
2 cucchiaiate d’olio e.v. + 1 cucchiaio
1/2 bustina di lievito per torte salate
sale

Tagliate la melanzana a fette, poi a dadi. In una larga padella fate scaldare bene una cucchiaiata d’olio e.v. e dorate lo spicchio d’aglio. Unite i dadi di melanzana e rosolateli: dapprima tenderanno ad assorbire l’olio, poi lo rilasceranno e rosoleranno uniformemente. Lasciate dorare, poi spegnete e fate raffreddare.
In una ciotola, sgusciate le uova, unite il parmigiano, il sale, la menta, lo yogurt tiepido in cui avrete sciolto il lievito, l’olio rimasto (2 cucchiaiate). Unite la farina e mescolate bene.
Versare in uno stampo da plumcake antiaderente (o rifasciato con carta forno) ed infornare a 180° per circa 45 minuti.



CAKE ZUCCHINE E CAPRINO con pinoli e timo

2 zucchine di media grandezza
1 scalogno
80 g di olio extra vergine + 1 cucchiaio
3 uova
150 g di farina
2 cucchiaini di lievito chimico per torte salate
1/2 bicchiere di latte
80 g di parmigiano grattugiato
200 g di caprino semistagionato
1 rametto di timo
1 manciata di pinoli

Affettare lo scalogno e farlo appassire in una padella con 1 cucchiaio di olio, aggiungere le zucchine tagliate a rondelle sottili e farle cuocere una decina di minuti.
Mescolare le uova con il latte e l'olio, aggiungere la farina con il lievito, poi il parmigiano, le zucchine, le foglioline di timo,il caprino a pezzetti e i pinoli.
Mescolare bene e versare in uno stampo da plumcake ben imburrato.
Cuocere a 180° per 45 minuti circa

web&thecity

lunedì 16 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 25 commenti


Avviso agli avventori di questo blog:
Questo è un post campanilista, nepotista ed anche pubblicitario.
Nel caso in cui foste assolutamente contrari a campanilismi, nepotismi e pubblicità, vi consiglio quindi di non andare avanti nella lettura.

Oramai dal 2005 si tiene a Napoli a Castel dell'Ovo il Vitigno Italia (quest'anno dal 22 al 24 maggio), il primo salone nazionale dedicato ai vini da vitigni autoctoni e tradizionali italiani, che dal 2008 è preceduto dal Wine & the city (quest'anno dal 18 al 21 maggio), un vero e proprio fuori salone del vino, una manifestazione che porta il vino nelle strade, nei negozi, nei cortili, nei giardini, negli alberghi, una manifestazione ricca di eventi, di mostre, di degustazioni, in cui il vino si sposa con la moda, il design, l'arte, la musica.
Per 3 giorni la città è in festa, è un piacere girovagare con il pretesto di assaggiare un bicchiere di vino e scoprire artigiani, designer, luoghi, persone (qui il programma degli eventi).
Io sono notoriamente astemia, ma questa è una manifestazione a cui tengo particolarmente, che seguo molto volentieri e che mi piace proprio, trovo sia una gran bella ventata di freschezza e di novità per una città troppo spesso assopita e maltrattata.
Quest'anno ho pensato di coinvolgere qualche amico blogger in una staffetta virtuale nel web, cosicchè a questa festa napoletana possa partecipare anche la blogsfera.
A partire da oggi e fino a venerdì 20 ci alterneremo pubblicando una ricetta per il wine & the city
a cui l'Associazione Italiana Sommelier di Napoli abbinerà uno dei vini presenti nel circuito.


Questo il calendario della staffetta:
Lunedì 16 maggio
tzatzikiacolazione coniglio all'ischitana
un filo d'erba cipollina gattò di patate agli asparagi
cooking planner spaghetti con volgole e crema di zucchine alla scapece

Martedì 17
lost in kitchen linguine con totani patate e pomodori confit
gambetto nella zuppa tortini di agrumi con fragole sciroppate
arteteka's kitchen spaghettoni vongole e fondo di cuori di carciofo

Mercoledì 18
la cucina di calycanthus pasta patate e provola
symposion torta di carciofi e ricotta
in-fu-sio-ne tortano

Giovedì 19
so long and thanks for all the food la frolliera
lo scief scientifico fusilli con borragine, mozzarella e ceci di cicerale

Venerdì 20
un dejeuner de soleil casatiello
hysteria lane mussillò en sacrophage

Bando a ciance e a chiacchiere, veniamo al dunque.
Per l’occasione ho scelto la ricetta del coniglio all’ischitana che mi ha dato mia zia Giose (assidua frequentatrice di Ischia), a cui lo aveva dato la signora Filomena, che non ho il piacere di conoscere ma a cui sono grata e a cui, nel caso in cui si trovasse a passare da queste parti, non possono non andare i miei più sentiti ringraziamenti.
L’unica modifica apportata alla ricetta originale è stata l’uso dei pomodori freschi invece dei pelati.



CONIGLIO ALL’ISCHITANA DI FILOMENA

1) Lavare 1 coniglio, tagliarlo a pezzi ed asciugarlo con uno strofinaccio pulito (ammetto di aver fatto tagliare il coniglio al macellaio).
Per il coniglio all’ischitana occorrerebbero i conigli da fosso dell'isola d'Ischia, cresciuti in buche scavate a 3 0 4 metri di profondità. Considerando che oramai è difficile trovarne nella stessa Ischia, usate quello che di meglio riuscirete a trovare.

2) In un tegame (tradizionalmente di rame) versare ¼ di olio extra vergine d’oliva e 4 spicchi d’aglio non sbucciati, fare rosolare per bene i pezzi di carne (un paio alla volta) e tenerli da parte. Conservare l’olio che poi vi servirà per il sugo della pasta.

3) In un altro tegame (sarebbe meglio fosse di coccio) versare un filo d’olio, far rosolare 2 spicchi d’aglio sbucciato, aggiungere il coniglio, versare 1 bicchiere di vino bianco (andrebbe usato il biancolella, tipico ischitano) e lasciare evaporare.

4) Aggiungere una decina di pomodorini divisi a metà e qualche foglia di basilico.
Portare a cottura, eliminare gli spicchi d’aglio, aggiungere ancora qualche foglia di basilico e servire.

5) Nel caso in cui vogliate mangiare come primo piatto i bucatini al sugo di coniglio, aggiungete qualche pomodorino diviso a metà all’olio in cui avete rosolato la carne, fate cuocere a fuoco vivace per qualche minuto, aggiungete un po’ di basilico e condite la pasta.

Tommaso Luongo, delegato dell'Ais Napoli, suggerisce un Ischia Biancolella Frassitelli 2009 Casa D’Ambra.



Lo so che non c'entra nulla, ma fatemelo dire che un evento così non può passare sotto silenzio: il Napoli è in Champions League!!!!

polenta e fragole (english version included)

sabato 14 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 25 commenti

No, non ho battuto la testa, non ho cominciato a dare i numeri e a mangiare polenta concia con dadolata di fragole. Posso anche tollerare certi abbinamenti un po' azzardati in nome di una maldestra creatività, ma questo sarebbe stato davvero troppo.
E non mi sono neanche miracolosamente ripresa dalla pigrite acuta, quella è sempre qui con me e non pare aver voglia di abbandonarmi.
Ora poi che so di non esser sola, che a farmi compagnia ci sono un re dei pigri , una pigra con inventiva ed una mia degna commare, mi sento anche meno in colpa e meno sola.
In questi giorni continuo a mangiare freselle con tonno, rigorosamente senza pomodori. A volte sono talmente pigra che è troppo gravoso persino spugnare le freselle nell'acqua (devo solo pregare che non mi salti qualche capsula o non mi si spezzi qualche dente, perchè portarmi fino al dentista potrebbe stravolgermi), figurarsi lavare e tagliare qualche pomodoro.

Questi "elaboratissimi" amorpolenta con fragole (da cui il titolo del post), accompagnati dalla crema alle fragole di Artemisia, sono stati realizzati prima che mi ammalassi di pigrite, questo è l'unico motivo per cui possono essere oggi qui con voi.


N.B. PER UN DISSERVIZIO DI BLOGGER SONO ANDATI PERSI TUTTI I COMMENTI


AMORPOLENTA ALLE FRAGOLE
per 6 pirottini da muffins medi (raddoppiate le dosi per farlo nel classico stampo scanalato da amorpolenta che ahimè io non possiedo)

50 g di burro a temperatura ambiente
50 g di farina di mais fioretto
40 g di mandorle
40 g di farina 00
1 uovo grande
60 g di zucchero
1 cucchiaino di lievito chimico in polvere
5 o 6 fragole
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Montare burro, uovo e zucchero, aggiungere, amalgamando accuratamente, le farine e le mandorle tritate finissime, poi l'estratto di vaniglia, il lievito e in ultimo le fragole a pezzetti.
Versare negli stampini e cuocere a 180° per 20-25 minuti circa



CREMA ALLE FRAGOLE DI ARTEMISIA

Battere con la frusta dentro una casseruola a fondo spesso un uovo e sei cucchiai di zucchero.
Frullare finemente 350g di fragole con il succo e la buccia di un limone.
Aggiungere le fragole frullate al composto uovo-zucchero.
Aggiungere sei cucchiaini da tè di maizena, rasi (per essere sicuri di evitare i grumi, mettete la maizena in una ciotolina e aggiungete pochissimo composto liquido mescolando. Continuate aggiungendone sempre pochissimo fino a che non si sciolgono i grumi e non avete una crema liscia. A questo punto, buttate tutto in tranquillità dentro il restante composto).
Aggiungete 300g di acqua (se volete una crema più soda, ad esempio per fare il trifle, niente acqua).

Fate cuocere a fuoco basso mescolando per 10'-15', fino a che la crema non addensa. Ricordate che la maizena raffreddando continua ad addensare.
A fine cottura aggiungete un sorso di Grand Marnier.


ENGLISH VERSION


No, I didn’t bump my head, nor did I start speaking nonsense. I can even stand some weird matches in the name of a sort of an awkward creativity, but this would be too much.
I did not even recover from a deep laziness which is always with me, inside me.
Now I know I am not alone, rather enjoying the good company of one of the ‘king of laziness’ and another worthy godmother; therefore I don’t feel guilty at all.
During these days, I keep on eating ‘freselle ‘ ( a sort of dry bagels) with tuna but with no tomatoes.
Sometimes I feel so lazy I do not even feel like soaking them with water ( I only have to hope that no filling may break out in my mouth: I could not stand the fatigue of going to the dentist’s). So no point cutting and washing some tomatoes!

These florid strawberry ‘amorpolenta’ (corn flour pastries) with Artemisia’s strawberry cream were made just before I suffered from laziness, that’s the only reason why I can be with you today.

STRAWBERRY AMORPOLENTA (yellow corn flour pastries)

SERVES 6 AVERAGE PAPER CUPS ( double the quantities in case you wanted to make it in the classical mould which unfortunately I do not own).

50 gr butter unsalted at room temperature
50 gr yellow corn flour (very thin)
40 gr finely ground almonds
40 gr common flour
1 egg (big)
60 gr sugar
1 teaspoon baking powder
5 or 6 strawberries
1 teaspoon vanilla extract

Whip the butter, the egg and sugar and add the two types of flour and the finely ground almonds mixing properly, then the vanilla extract, the baking powder and finally the strawberries cut into pieces.
Pour into the paper cups and bake at 180° for about 20-25 minutes.


ARTEMISIA’S STRAWBERRY CREAM

Whip an egg together with 6 spoons of sugar in a heavy based pan.
Finely blend 350 gr strawberries with the juice and the zest of a lemon.
Add the strawberries to the egg-sugar blend.
Add six teaspoons of starch ( if you want to avoid lumps, put the starch in a small bowl and add very little liquid blend by mixing.
Keep on by adding very little liquid until no more lumps come up and you get a smooth cream in the end.
At this stage pour all the remaining syrup.
Add 300 gr water( if you want a thicker cream, trifle e.g., use no water).
Let it gently cook mixing for 10/15 minutes until the cream does thicken.
Bear in mind that starch keeps on thickening when cooling down.
Add a sip of Grand Marnier when ready

la pigrite acuta

lunedì 9 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 35 commenti

Vi è mai capitato di essere colpiti da pigrite acuta?
Voglia di fare nulla, ma proprio nulla nulla, men che mai cucinare, massimo sforzo possibile la lettura di un libro, poco impegnativo però, possibilmente l'ultimo Camilleri, ma anche la settimana enigmistica può andar bene, per carità evitate le cornici concentriche, quelle stancano.
E' inutile che facciate i vaghi e continuiate a fischiettare, so molto bene che nessuno ne è immune.
Per la famosa ennesima legge di Murphy è proprio in questi periodi che si è sommersi da cose da fare e da non poter rimandare, da beghe e noiosi imprevisti di varia natura e da cene...
E quindi, colpita da pigrite acuta, eccomi a razziare il web in cerca di ricette "poco sforzo, tanta resa", la vittima è ancora una volta lui: Gio, che forse ora, poverino, si sentirà pure perseguitato.
Stavolta ho razziato e straziato i suoi pea custard, senza menta però, non la amo


PEA CUSTARD
per 2 persone

350 g di piselli freschi (già sbucciati)
Timo 1 rametto
2 uova
200 g di yogurt greco
Limone, un cucchiaio di succo
Sale


Sbucciate e lavate i piselli. Metteteli a bollire in una pentola con abbondante acqua salata fino a che saranno belli teneri

Scolate e raffreddate con acqua fredda per far conservare un bel colore alle verdure.

In un mixer mettete le tre uova con lo yogurt e il timo e fate andare per qualche secondo. Aggiungete appena un po’ di succo di limone, poco meno di un cucchiaio. Unite quindi i piselli e mixate per qualche altro minuto, finche il composto non diventa omogeneo e leggermente spumoso.

Versate in due pirofile imburrate e cuocete in forno a bagnomaria a 160° per circa 20 minuti.

lo zucchino impupazzato (english version included)

giovedì 5 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 32 commenti

So che con quanto sto per dirvi mi inimicherò mezza blogsfera, che un fantomatico comitato in difesa dello zucchino insorgerà ed esprimerà il suo forte dissenso, ma io non posso proprio più tacere e tenermi questo rospo dentro.
A me lo zucchino non piace proprio, mi fa tanto ospedale. O me lo date bello impupazzato, condito ed aggravato oppure mi sento malata.
Mi dicono di gente che impazzisce per lo zucchino lessato con un filo d'olio, per farmi mangiare una cosa del genere dovreste otturarmi il naso e buttarmelo giù a forza con un imbuto. Chiedo venia, ma è più forte di me, per me lo zucchino è quasi sempre sinonimo di frittura.
E' per questo motivo che quando mi capita di vedere in giro uno zucchino impupazzato, ma non fritto, gioisco.
Qualche giorno fa ero in visita da Gio ed ho visto questo zucchini cake, mi è piaciuto subito, ma non avevo in casa alcuni degli ingredienti, e non me ne voglia Gio se ho in parte modificato il procedimento.



ZUCCHINI CAKE
per 6/8 persone

400 g di zucchini
400 g di ricotta
4 uova
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 scalogni
qualche fogliolina di timo
basilico
Olio evo
Sale

Pulite gli scalogni e tagliateli sottili, fateli imbiondire in una padella larga con un filo d'olio (aggiungete un goccio d'acqua per evitare che scuriscano troppo). Lavate le zucchine, tagliatele a rondelle sottili, aggiungetele agli scalogni, salatele e fatele cuocere per una decina di minuti.
lasciate raffreddare il tutto.

Nel frattempo battete le uova con un pizzico di sale, unite la ricotta, il parmigiano grattugiato, il basilico, il timo ed infine le zucchine. Mescolate con cura.

Ungete bene con olio, o burro se preferite, una pirofila da forno (o uno stampo a cerniera da 22 cm), versatevi il composto.
Infornatele a 180° C (forno già a temperatura) per circa 60 minuti.
Lasciate intiepidire e servite

ENGLISH VERSION

I know I will fall out with most of the bloggers, but I really cannot stand zucchini. I am sure that a committee in favour of zucchini will come up and violently clash.
To me zucchini is a hospital food unless it is well made up, dressed otherwise I feel sick.
I had been told of people who literally are crazy for boiled zucchini with a little oil. If I had to eat such a thing, I would have to clog up my nose and gulp down.
I apologise but zucchini- to me- is nearly always fried.
That’s why whenever I come across with a richly fried zucchini I really enjoy it.
Some days ago I was ar Gio’s and saw this zucchini cake and I immediately liked it. Unfortunately I did not have all the ingredients and I partly modified her original recipe


ZUCCHINI CAKE

SERVING 6/8

400 g zucchini
400 gr ricotta cheese
4 eggs
3 spoons grated parmesan
2 shallots
Some leaves of thyme
Basil
Extravirgin olive oil
Salt

Clean the shallots and cut them thin. Let them turn golden in a large pan with a little oil (just add also a little water so that they do not darken too much).Wash the zucchini, cut them thin, add the shallots, sprinkle some salt and let them cook for ten minutes. Let them cool.

In the meantime, beat the eggs with a pinch of salt, add the ricotta, the parmesan, the basil, thyme and finally the zucchini. Mix thoroughly.

Grease either with butter or with oil a baking tray and pour the batter. Bake at 180° (preheated oven) for about 60 minutes.
Let it cool down and serve

tanta lemon, e sai cosa bevi (english version included)

lunedì 2 maggio 2011

Pubblicato da Lydia 28 commenti


Disseta la tua estate con TANTA LEMON.
Quando hai tanta sete e hai voglia di tanto gusto, bevi TANTA LEMON.
TANTA LEMON, il nuovo preparato per bibite al limone.

E fin qui la parte stupida del post, ora arriva quella intelligente, o presunta tale.

Quante volte vi è capitato di ritrovarvi pieni di limoni senza buccia?
Dopo aver preparato il limoncello o dopo aver usato le bucce per chissà quale crema, quante volte questi poveri limoni denudati sono poi morti secchi ed ammuffiti nel frigorifero?
L'idea di utilizzarne il succo in questo modo me lo ha dato Palmira, già citata in questo blog per le sue oramai famose arance caramellate.

SUCCO DI LIMONE PER LIMONATA (da me ribattezzato TANTA LEMON)

Per 1 lt di succo di limone
300 g di zucchero
qualche buccia di limone (solo la parte gialla)

Mettete il succo sul fuoco in un tegame con lo zucchero e le bucce.
Aspettate che lo zucchero si sciolga per bene, spegnete e fate raffreddare.
Filtrare.
Versare il succo in una bottiglia e mettetelo in frigo.
Quando ne avete voglia versate in un bicchiere 1 dito di succo di limone, diluite con acqua gasata o naturale, come preferite, e dissetatevi.
Il succo si conserva in frigo anche per 1 mese



ENGLISH VERSION

Refresh your thirst with Tanta Lemon!!
Whenever you are very thirsty and you long for plenty of taste, drink TANTA LEMON!
TANTA LEMON: the new product for your lemon drinks

And now straight to the so called witty part of the post:

How often did you happen to have plenty of skinless lemons left?
After you had prepared limoncello or used the skins for whatsoever kind of cream, how many times those poor naked lemons have then died juiceless in the fridge?
Palmira- whom I already mentioned in this blog for her famous candied oranges- suggested I could use the juice in such a way.


LEMON SYRUP FOR LEMONADE (TANTA LEMON)

SERVING 1 LITER LEMON JUICE
300 GR SUGAR
SOME LEMON SKIN

Pour the lemon juice in a pan with the sugar and the skin.
Wait for the sugar to melt, switch off the stove and let it cool.
Filter.
Pour the syrup in a bottle and in the fridge.
Whenever you need, just pour a little syrup and dilute with natural water or with gas and…quench your thirst!

The syrup can be stored in the fridge during a month.