la crostata di tagliolini

lunedì 30 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 18 commenti

Se qualcuno dovesse chiedermi qual è il mio piatto napoletano preferito io non avrei dubbi, risponderei la crostata di tagliolini.
Certo sarei un po’ in difficoltà pensando di far torto al sartù di riso, ma davanti ad una crostata di tagliolini fatta con tutti i crismi, potrei anche commuovermi.
Per i non terroni voglio precisare che la crostata di tagliolini non è un dolce, ma un primo piatto, un timballo di pasta ricco, di quelli che fanno mostra di sé nelle tavole addobbate a festa., condito con la glassa, un sugo a base di carne e odori che vi consiglio anche da solo come condimento di un piatto di pasta.
Insomma l’ideale per il pranzo di Pasqua



CROSTATA DI TAGLIOLINI
Per 6-7 persone (teglia 25x 25)

500 gr tagliolini all'uovo

Per le polpettine
150 gr carne macinata, 1 uovo, pane raffermo q.b., 2 cucchiai di parmigiano, sale
Fare delle polpettine molto piccole (quanto una piccola oliva) e friggerle

Per i piselli
250 gr di piselli già sgusciati, 1/4 cipolla, olio, 50 gr pancetta, sale
Far appassire la cipolla in un po' di olio, aggiungere la pancetta e farla rosolare, in ultimo i piselli e portarli a cottura, aggiungendo eventualmente un po' di acqua

Per la glassa
1 kg o poco più di carne di manzo legata(tipo scamone), 150 gr di gambuccio di prosciutto crudo, 100 gr burro, ½ bicchiere d’olio, 2 cipolle 2 carote, 1 gambo di sedano, 1 bicchiere di vino bianco, sale
Mettere in una casseruola la carne con tutti gli ingredienti (meno il vino). Gli odori e il prosciutto devono essere ben tritati.Coprire e far cuocere a fuoco lentissimo, girando di tanto in tanto. Dopo un paio di ore (quando gli odori saranno ben consumati), versare il vino e lasciare evaporare. Togliere la carne e mangiarla o utilizzarla come meglio si crede. Tenere il sugo da parte.

Per il ripieno
300 gr provola affumicata, 150 gr parmigiano grattugiato,
Pangrattato, burro

Cuocere i tagliolini al dente, condirli con la glassa (tenerne da parte un paio di mestoli) e parte del parmigiano.Ungere una teglia, versare metà dei tagliolini, cospargere di parmigiano, pisellini, polpettine, provola a pezzettini ed un po' di sugo alla glassa. Ricoprire con il resto dei tagliolini, aggiungere parmigiano la restante glassa, una spolverata di pangrattato e qualche fiocchetto di burro.Infornare a 200 gradi per 45 min circa



A proposito, questa crostata è virtualmente per Edoardo, il figlio di Lisa, che ne va pazzo

CROISSANTS POUR LYDIA...

venerdì 27 marzo 2009

Pubblicato da robertopotito 24 commenti



Oggi sono a casa con un forte raffreddore e chiaramente, non posso rimanere incollato davanti alla televisione a sbadigliare annoiato.
Il pensiero mi è andato spontaneamente alla mia amica Lydia, coautrice di questo blog....
In questo momento, starà pigramente indugiando per gli Champs Elysés, e si starà dirigendo con il suo incedere elegante verso Place Vendome...sicuramente starà indossando uno dei suoi favolosi, eleganti, ma sobri tubini di velluto nero con al collo un semplice filo essenziale di perle...
Si starà dirigendo verso il Ritz per un favoloso petit déjeuner a base di croissants profumati.
Dedico a lei questa ricetta:


CROISSANTS SFOGLIATI CON BIGA POOLISH
PER LA BIGA POOLISH
550 GR DI FARINA DI FORZA (MANITOBA)
550GR DI ACQUA
20 GR DI LIEVITO DI BIRRA IN CUBETTI

ESECUZIONE
Mescolare insieme tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pastella morbida praticamente semiliquida e fare fermentare per due ore esatte.

INGREDIENTI PER L’IMPASTO
1,450 KG DI FARINA FORTE
550 GR DI ACQUA
240 GR DI ZUCCHERO
40 GR DI SALE FINO
58 GR DI LIEVITO DI BIRRA
100 GR DI BURRO
20 GR DI MALTO
40 GR DI LATTE IN POLVERE


ESECUZIONE

Impastare tutti gli ingredienti insieme ad eccezione del sale che sarà aggiunto quasi alla fine dell’impasto. Lasciare riposare per circa 1 ora a temperatura ambiente dopo di che mettere in freezer per trenta minuti.
Ora, sfogliare con il burro tagliato a pezzettini piccoli ma freddo di frigorifero; la quantità di burro dovrà essere di 1/3 del peso complessivo della pasta.
Sfogliare la pasta come si fa di solito per la preparazione della comune pasta sfoglia compiendo tre giri e far riposare per circa trenta minuti in freezer ad ogni giro.
Terminati i giri, stendere la sfoglia dello spessore di circa 3 mm.
Tagliare d ei triangoli e avvolgerli a cornetto.
Fateli lievitare per circa due ore oppure fino a quando non si saranno gonfiati per bene.
A lievitazione avvenuta, spennellare con una miscela di uovo sbattuto 15 gr di latte ed un pizzico di sale. Porre in forno preriscaldato alla temperatura di circa 220° fino a completa doratura dei cornetti.
Una volta che avrete sfornato i cornetti, non preoccupatevi che sembrano non cotti completamente all’interno, poiché l’eccessiva umidità è dovuta alla presenza del burro che una volta raffreddato, si asciugherà rendendo questi croissants meravigliosi.

La mancanza di Napoli e le brioche con la ricotta

mercoledì 25 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 31 commenti



La cosa che mi manca di più di Napoli a Milano?
Il mare, penserà qualcuno, il sole farà eco qualcun altro.
No, siete fuori strada, quelli, per ora, non mi mancano. Sarà che è inverno e giù ha fatto un tempo da cani…
Quello a cui non potrò mai abituarmi è la mancanza delle brioche.
Se a Milano entrate in un bar e chiedete una brioche vi presentano un croissant.
Ma dico io, quello è un croissant, lo dice la parola stessa, nulla a che vedere con le sane e vecchie brioche che mangiamo nel meridione a colazione.
E quindi io ne ho sempre una bella scorta nel congelatore per placare le insane voglie mattutine.
La ricetta che sto per darvi è la modifica con il lievito madre di una ricetta che anni fa mi diede Lisa in occasione di uno dei nostri accampamenti napoletani.
Mi chiederete cosa sono gli accampamenti napoletani.
Vi accontento, ma ricordate, l’avete voluto voi…
Dunque, fino a qualche mese fa vivevo beatamente a Napoli, in una bella casa spaziosa con vista sul golfo.
Ebbene, questa casa fu ribattezzata da Giovanna B&B Capasso perché chiunque passasse per Napoli era ospitato, anzi si accampava, lì.
Quelle mura ne hanno visti di pranzi, cene e colazioni…
Tornando a Lisa, proprio durante un dei suoi soggiorni napoletani mi diede questa ricetta.
L’impasto resta bello morbido, per nulla grasso e pesante.
Ve lo consiglio, utilizzatelo come meglio credete.
Bando alle logorroiche ciance, ecco la ricetta:

BRIOCHE ALLA RICOTTA CON LIEVITO MADRE

150 gr lievito madre rinfrescato il giorno prima
200 gr farina 00
200 gr farina rieper gialla
250 gr ricotta
2 tuorli
120 gr zucchero
1 pizzico di sale

La sera prima impastare il lievito madre con 200 gr di farina e circa 100 gr di acqua (quello che basta per ottenere un panetto abbastanza consistente).
La mattina impastare il panetto con la restante farina, lo zucchero e la ricotta, aggiungere i tuorli uno alla volta e fare incordare. Io ho usato il gancio del Kenwood.
Lasciare lievitare fino al raddoppio (circa 4 o 5 ore).
Sgonfiare l’impasto, infarinate il tavolo ed effettuare il cd folding, cioè delle piegature dell’impasto: stendete con le mani l’impasto dando una forma più o meno quadrata e piegate ciascun angolo verso il centro, formate una palla tenendo le piegature sotto e lasciare riposare ancora un paio di ore. (spero di essermi spiegata!!!)
A questo punto dare la forma desiderata e mettere a lievitare ancora 4 o 5 ore.
Fare una spennellata di tuorlo d’uovo, o semplicemente una spennellata di latte.
Infornare a 200 gradi per una ventina di minuti circa

Ecco la ricetta originale sul vecchio forum di amicincucina

L'amica di mamma che non pagava l'affitto...

lunedì 23 marzo 2009

Pubblicato da robertopotito 18 commenti

Molti, ma proprio molti anni fa, andavamo spesso in vacanza dalle parti di San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento (stupenda cittadina); andavamo a trovare per qualche giorno una carissima amica di mia madre.
La signora Filomena aveva ben dodici figli; lei ed il marito si arrangiavano come potevano per mandare avanti in modo decoroso la propria famiglia e per dare ai loro figli una educazione dignitosa.
Il marito di Filomena lavorava come un mulo e la moglie cuciva ed in più cercava di prendere più lavori e lavoretti possibili per far quadrare un esile e stentato bilancio.
Tuttavia, c'era anche il problema del pagamento dell'affitto dell'appartamento, ma FIlomena e Domenico proprio non ci arrivavano e allora ricevevano lo sfratto.
Per ovviare a ciò, semplicemente di notte abbandonavano "spontaneamente" l'ennesima casa, ma Filomena lasciava per il padrone di casa un bel vassoio di taralli con scuse incluse.
Quasi tutte le estati, quando andavamo a trovarla, Filomena era proprio in procinto di preparare questi taralli che poi ho scoperto essere una versione più grossolana dei taralli sugna e pepe


TARALLI SUGNA E PEPE
Ingredienti:
- 800 g di farina 00
- 200 g di strutto
- 280 g di acqua
- 25 g di lievito di birra
- 4 cucchiaini rasi di sale
- abbondante pepe

Per guarnire:
- mandorle spellate

Passiamo ora alla preparazione:
Intridere la farina con lo strutto, edaggiungere il lievito di birra sciolto in poca acqua a temperatura ambiente, aggiungere l'acqua prevista molto gradatamente e per ultimo il sale con il pepe nero macinato fresco.
Lavorare l’impasto molto a lungo e piuttosto energicamente, battendolo ripetute volte sul tavolo da lavoro infarinato: al termine della lavorazione, l'impasto dovrà risultare molto elastico.
Formare dei rotolini e, afferrandoli a metà, torcerli su se stessi. Chiudere poi il “tortiglione” ottenuto a ciambellina, e disporre sulla placca del forno.
Lasciar lievitare per 40/50 minuti, oppure fino a quando non avranno aumentato il loro volume guarnire ogni ciambellina con alcune mandorle, conficcandole bene a fondo, e infornare a 180° finché i taralli non saranno diventati di colore rosso mattone.
La presenza dello strutto conferirà a questi taralli una friabilità ed un sapore unici.

tortini morbidi mele e arance per la raccolta "Ci piace un sUcco"

venerdì 20 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 12 commenti


Come ormai ben saprete, visto che vi abbiamo trapanato il cervello con questo benedetto concorso , gli agrumi non possono mancare di questi tempi nelle nostre cucine!!!!
Nel vano tentativo di inventarmi qualcosa di nuovo che possa partecipare alla raccolta ma non al concorso, facendo noi tutti parte della giuria, mi sono venuti fuori questi tortini morbidi alle mele con arance e cannella.
Se fossi Sabrina outside e non solo inside, li chiamerei moelleux alle mele, che fa tanto chic, ma siccome outside sono zotica restano dei tortini morbidi.
Facili facili, semplici e veloci, ed anche leggeri, il che non guasta, visto che si sta avvicinando l’estate!!!

TORTINI MORBIDI MELE E ARANCIA (anche se moelleux fa più chic!!!!)
Per 2 o 3 persone
250 gr mele renette già sbucciate e a pezzetti
2 arance
1 albume a neve
1 cucchiaio di pangrattato
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di cannella
25 gr noci spezzettate

Cuocere le mele sbucciate e a pezzetti nel succo delle arance, prima ne avrete grattugiato e tenuto da parte la buccia.
Una volta raffreddate, le schiaccerete grossolanamente con una forchetta, aggiungerete la buccia grattugiata, la cannella, il pangrattato, lo zucchero,le noci ed in ultimo l’albume montato a neve.
Versare il composto in stampini monoporzione (2 se gli stampini sono alti, 3 se, come i miei, sono bassi) precedentemente imburrati e spolverati di pangrattato.
Cuocere a 160 gradi per circa 15-20 minuti.
Lasciare assestare e solo allora sformare


Sabrina e soufflè

mercoledì 18 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 26 commenti

Devo farvi una confessione.
Non ridete però.
Vedete, dovete sapere che io dentro mi sento un po’ Audrey Hepburn.
Dentro il mio guscio io sono una magrissima donna di una classe incommensurabile, con i capelli lisci, il tubino nero e 2 occhioni da cerbiatto.
Va bene, chi mi conosce sa che ciò che appare di me è ben altra cosa, non sono proprio filiforme, ho i capelli maledettamente mossi e crespi, gli occhi più che da cerbiatto sono da pesce lesso, però ho una collezione di tubini neri, che non metto mai, però ce li ho.
Nonostante ciò, credetemi sulla parola se vi dico che la Lydia nascosta è proprio come Audrey.
Chi non si ricorda la scena in cui Sabrina, nell’omonimo film, seguendo un corso di cucina a Parigi, si cimenta nella preparazione del soufflé?
Ed io, Sabrina inside, non avevo mai fatto un soufflé.
Dovevo rimediare.
Ed ho anche scoperto che non è poi così difficile…


SOUFFLE’ AL PARMIGIANO
2 uova
25 gr burro
40 gr farina
160 gr latte
50 gr parmigiano reggiano
Sale
Noce moscata

Preparare una bechamelle con il burro, il latte e la farina.
Lasciate raffreddare, aggiungere il parmigiano grattugiato, il sale, la noce moscata ed i 2 tuorli.
Montare a neve gli albumi ed aggiungerli delicatamente al composto.
Versare in 2 stampini da soufflé in ceramica da forno imburrati e mettere in forno a 160/170 gradi per una ventina di minuti circa.
Ho capito che se il soufflé è ben cotto non si affloscerà tanto facilmente


Ah, dimenticavo, se proprio dovete immaginarmi, immaginatemi così



COME FARE UNA PAGNOTTA DI PANE PASSO DOPO PASSO

lunedì 16 marzo 2009

Pubblicato da robertopotito 16 commenti



Ebbene sì, mie care e miei cari lettori di questo blog, vincendo la mia pigrizia informatica e compiendo uno sforzo pressocché disumano (che consiste nello scaricare, catalogare e ritoccare le fotografie) vi propongo una ricetta semplice, ma di sicura riuscita pe realizzare una bella pagnottona o filone di pane casareccio utilizzando solo ed unicamente mezzi casalinghi.
Cercherò di illustrarvi passo dopo passo e sequenza dopo sequenza la procedura che ho seguito:
Cominciamo con gli ingredienti:

PER LA BIGA
400 GR DI FARINA DI FRUMENTO 0 FORTE (MANITOBA)
250 GR DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
6/7 GRAMMI DI LIEVITO DI BIRRA FRESCO IN CUBETTO

Innanzitutto, cominciamo a prepare la nostra biga, unendo alla farina il lievito di birra sbriciolato e l'acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido,elastico e leggeremente aderente alle vostre mani.
Questa volta, é molto importante lavorare intensivamente l'impasto al fine di favorire al meglio lo sviluppo del glutine e consentirvi, in seguito, di ottenere un impasto ben leggero ed alveolato.
La biga dovrà essere estensibile senza però strapparsi subito


Al termine della lavorazione porre la biga in un sacchetto per uso alimentare e fate riposare una notte intera.
Ecco come si presenta la biga al termine del riposo




PREPARAZIONE DELL'IMPASTO FINALE

INGREDIENTI
LA BIGA PRECEDENTEMENTE PREPARATA
300 GR DI FARINA DI FRUMENTO FORTE (MANITOBA)
400 GR DI FARINA DI FRUMENTO COMUNE POSSIBILMENTE 0
400 GR CIRCA DI ACQUA A TEMPERATURA AMBIENTE
2 CUCCHIAINI COLMI DI SALE FINO MARINO
3 CUCCHIAI DI OLIO EXTRAVERINE DI OLIVA
ESECUZIONE
Prendete la biga e spezzettatela unendola alle due rimanenti farine,aggiungete gradualmente l'acqua a temperatura ambiente e dopo circa una decina di minuti di intrisione degli ingredienti,aggiungete il sale fino marino.
Impastate il tutto.
Vi consiglio di impastare a mano per una trentina di minuti o con un'impastatrice per una ventina di minuti a bassa velocità.
Ecco come deve presentarsi l'impasto
Al termine della lavorazione aggiungete le tre cucchiaiate di olio extravergine di oliva.
Porre a lievitare in un sacchetto leggermente unto di olio e chiudete bene, facendolo riposare per almeno 5 o 6 ore.
Ecco come di presenta l'impasto dopo 6 ore di lievitazione



Riprendete l'impasto e lavoratelo con due robuste spatole di acciaio, inserendo una spatola alla base dell'impasto e facendolo ruotare sulla superficie di lavoro con l'altra per almeno una ventina di minuti. Questo procedimento favorirà il rafforzamento della struttura finale dell'impasto, consentendogli di incorporare aria e di acquisire leggerezza e volume.Continuate con questa particolare e semplice lavorazione fino a quando l'impasto non si appiccicherà più alle spatole; dovrete chiaramente e soprattutto inizialmente essere rapidi nel procedimento.



al termine della "spatolatura" dell'impasto, formate un filone grossolano con delicatezza, accostando semplicemente le due estremità dell'impasto verso il centro, l'impasto sarà talmente ben strutturato che compierete questa operazione in pochi secondi.





dopo aver formato il filone, porlo delicatamente su di una teglia ed infarinarlo abbondantemente e fare riposare per circa 1 ora, nel corso della lievitazione, il filone tenderà ad espandersi verso i bordi della teglia, accostatelo ogni tanto delicatamente verso il centro. Ecco come si presenta al termine del riposo



Infornare a 250° per i primi 15 minuti e proseguire la cottura per i successivi 50 minuti oppure un'ora fino a quando la superficie del pane non avrà conseguito una colorazione ben scura e dorata.


la crosta si presenterà molto croccante, ma non troppo spessa vista l'idratazione dell'impasto. Per ottenere questa tipologia di crosta non vaporizzatene mai la superficie nè con acqua nè con altri grassi. Estratta la pagnotta dal forno fatela raffreddare su di una gratella almeno un paio di ore.



Al contadin non far sapere...

venerdì 13 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 16 commenti



Non ho fatto la scoperta del secolo, è uno di quegli abbinamenti che non possono non essere azzeccati: le pere con lo zola e le noci.
Certo se non amate il gorgonzola o se siete allergici alle noci è un altro discorso, allora vi consiglio di non leggerla neanche la ricetta, in caso contrario questa è un’ottima idea per un aperitivo.

TARTELLETE ZOLA PERE E NOCI

Per circa 15 tartellette
Pasta brisè (ricetta Knam)

140 gr farina
60 gr burro
1 tuorlo
40 gr ca. di acqua
5 gr di sale.


Impastare il tutto (io uso il ken) e lasciar riposare un paio di ore
Cuocere in bianco le tartellette a 180 gradi per circa 10-15 minuti.
Per tenerle bene in forma io ci metto sopra uno stampino vuoto.

Per il ripieno
70 gr gorgonzola
70 gr creme freiche
50 gr di gherigli di noci spezzettate
1 uovo
Un paio di cucchiai di latte
Qualche fettina di pera

Stemperare per bene lo zola con il latte e versarlo nell’uovo leggermente sbattuto, aggiungere la creme freiche, le noci e se necessario un pizzico di sale
Mettere il composto nelle tartellette e cuocere ancora una decina di minuti circa.
Quando si saranno intiepidite infilzateci un pezzetto di pera

filetto di maiale agrumi e lardo di Arnad per la raccolta "ci piace un sUcco"

mercoledì 11 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 20 commenti



Oramai i miei occhi vedono solo agrumi, il mio naso sente solo l’odore degli agrumi ed ho persino le visioni gustative, sento ovunque sapore di arance, limoni, mandarini e mandaranci, ed è inutile dire che tra noi parliamo solo di ricette a base di agrumi!!!!
Il concorso che abbiamo indetto per il primo compleanno di Lost ci sta dando alla testa.
Proprio per questo motivo ormai io cucino solo con gli agrumi….
Questa ricetta naturalmente non può partecipare al concorso ma può partecipare alla raccolta

FILETTO DI MAIALE AGLI AGRUMI E LARDO DI ARNAD
Per 2 persone
1 filetto di maiale in un sol pezzo di 500 gr circa
3 arance
2 mandarini
un paio di fette di limone
3 o 4 fettine molto sottili di lardo di Arnad (non come le mie che sono fette di carne...)
Sale

Incidete il filetto in fette di un paio di cm, senza però tagliarle completamente.
Inserire nei tagli fettine di arance e limoni e lardo. Dare un giro di spago per tenere tutto insieme e mettere in infusione in una marinata di arancia e mandarino per qualche ora.
Fare ispessire la marinata in una padella, aggiustando di sale e tenere da parte.
Scaldare una padella con un filo d’olio e mettere a rosolare il filetto (non dal lato delle fette di agrume e lardo), irroratelo continuamente con la marinata quasi a glassarlo e portare a cottura.
Salare.
Eliminare lo spago,tagliare a fette e servire

LA FOCACCIA AFFUMICATA

lunedì 9 marzo 2009

Pubblicato da robertopotito 11 commenti



Con questo freddo, con l'aria gelida e le piogge persistenti di questo periodo, me ne stavo a casa e anziché mettere in ordine il nuovo armadio, oppure occuparmi di altre incombenze costantemente rimandate ad un periodo di tempo indefinito....ho pensato di realizzare questa semplice, ma buona focaccia "affumicata" poiché cosparsa sulla superficie di sale affumicato della Danimarca (oramai divenuto indispensabile anzi vitale) che conferisce a tal focaccia un sapore leggermente affumicato, ma in modo naturale.
In alternativa, ho pensato a quei pochissimi che ancora non posseggono tale "bene primario" i quali possono utilizzare all'interno dell'impasto dei cubetti di pancetta affumicata...


INGREDIENTI

800 GR DI FARINA DI FRUMENTO 0 (FARINA COMUNE POSSIBILMENTE DI FORZA DEBOLE)
200 GR DI FARINA DI CASTAGNE
150 GR DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
15 GR DI LIEVITO DI BIRRA IN CUBETTO
650 GR DI ACQUA A TEMPERAURA AMBIENTE
1 CUCCHIAINO RASO DI SALE FINO
250 GR DI PANCETTA AFFUMICATA TAGLIATA IN DADINI(PER COLORO CHE NON DISPONGONO DEL SALE AFFUMICATO)

PER LA GLASSATURA:

300 GR DI ACQUA LEGGERMENTE TIEPIDA
100 GR DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
2 CUCCHIAINI COLMI DI SALE AFFUMICATO DELLA DANIMARCA(PER COLORO CHE NON DISPONGONO DEL SALE AFFUMICATO, SOSTITUIRE CON NORMALE SALE MARINO GROSSO)


ESECUZIONE

La sera precedente, preparate l'impasto, mescolando con molta cura le due farine alle quali aggiungerete l'olio extravergine, il lievito di birra sbriciolato e gradatamente l'acqua necessaria ad ottenere un impasto morbido e leggermente aderente alle vostre mani, solo adesso aggiungete il sale fino ed eventualmente la pancetta affumicata in cubetti.
Ponete l'impasto in una capiente ciotola, ungetelo leggermente con olio e ricoprite con pellicola trasparente ; lasciate riposare per una notte intera fuori dal frigorifero.
La mattina successiva, riprendete l'impasto e con le mani leggermente unte di olio stendetelo in una o più teglie,cospragendo la focaccia/le focacce con la glassatura preparata mescolando gli ingredienti previsti ad eccezione del sale che andrà cosparso con le mani un pò su tutta la superficie delle focacce.
Ora, praticare delle "fossette" con i polpastrelli e lasciate riposare in teglia per almeno 4 o 5 ore.
Infornate a 220° fino a quando non assumerà un colore ben dorato tendente al rosso mattone.
Mi scuso, ma ho dimenticato di fotografare la focaccia a cottura ultimata...
Provatela, é ottima!!!

ragù alla carne fujuta

venerdì 6 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 20 commenti





Fujuta in napoletano significa scappata.
Nel senso che questo è un ragù alla bolognese senza carne, praticamente un ragù di odori.
La carne macinata mi mancava, avevo voglia di ragù ed ho pensato che questa potesse essere una buona alternativa per condire delle belle tagliatelle fatte in casa.
Mi è andata bene.
Come ogni ragù che si rispetti ha bisogno di una cottura lenta e prolungata
A noi è piaciuto molto.

RAGU’ ALLA CARNE FUJUTA
2 costole di sedano sfilacciate (ovvero private dei filamenti)
2 carote
2 cipolle medie
1 bicchiere di vino bianco
1 scatoletta di concentrato di pomodoro
1 bicchiere di latte intero
1 manciata di funghi porcini secchi
Olio
Burro


Tritate tutti gli odori e metterli in un tegame con un paio di cucchiai di olio ed una noce di burro, fateli appassire per una mezz’ora.
Aggiungere il vino e lasciarlo evaporare.
Aggiungere il concentrato di pomodoro diluito con un po’ d’acqua e fare cuocere a fuoco lento per un paio di ore.
Aggiungere i funghi porcini sciacquati e messi a bagno in acqua tiepida, insieme alla loro acqua e far andare ancora una mezz’ora.
Versare nel tegame 1 bicchiere abbondante di latte intero e completare la cottura (ancora un’oretta).

Condire la pasta e fare una bella grattugiata di parmigiano

Venghino, venghino, signori!!! Vi invitiamo ad un concorso

lunedì 2 marzo 2009

Pubblicato da Lydia 22 commenti


Oggi è il compleanno di Lost in kitchen.
Giovanna e Lisa, babbione del web, compiono un anno.
Per celebrare degnamente il loro genetliaco, insieme alla nostra socia Daniela senzapanna, ci siamo inventate un concorso.
Dopo ore di conversazioni telefoniche, poi sedute attorno ad un tavolo abbiamo deciso tema e titolo: "ci piace un succo", ricette dolci e salate a base di agrumi.
Abbiamo anche trovato uno sponsor, che potesse offrire un degno premio al vincitore e ci desse, allo stesso tempo, la possibilità di far conoscere un pò meglio, attraverso i vini, la Campania.
Lo sponsor è l'azienda vinicola Villa Matilde .





Regolamento:
- Possono partecipare bloggers e non bloggers, con ricette indifferentemente dolci o salate.
- Per partecipare, i bloggers potranno pubblicare la ricetta con la quale intendono concorrere sul proprio blog (accompagnata dal logo del concorso) e ne inseriranno il link nei commenti a questo post.I non bloggers potranno inviarci la ricetta via e-mail a questo indirizzo: cipiaceunsucco@gmail.com
- Vi preghiamo di diffondere l'iniziativa pubblicando nella vostra sidebar il logo del concorso con relativo link (grazie, grazie, grazie) e invitando chi volete.
- Le ricette devono pervenire entro il 20 aprile 2009.
- La giuria sarà composta dagli staff congiunti dei tre blog promotori (vale a dire noi medesimi di persona: Daniela, Giovanna, Lisa, Lydia, Roberto) più una rappresentante dello sponsor, la casa vinicola Villa Matilde.
- La ricetta vincitrice verrà premiata con una selezione di vini Villa Matilde. Tutte le ricette verranno inserite in una raccolta scaricabile.
- La partecipazione al concorso e l'invio della ricetta implicano l'accettazione del presente regolamento.


Precisiamo che possono concorrere anche ricette già pubblicate nei blog precedentemente, purché ci si attenga alle regole del concorso: le ricette cioé vanno pubblicate in un nuovo post con il logo del concorso e il nuovo link va comunicato nei commenti a questo post.